I benefici della ginnastica sportiva

La ginnastica è l’insieme di tutti quegli esercizi fisici che hanno lo scopo di rendere più forte, più sano e anche più bello il nostro corpo; a seconda del particolare scopo che tali esercizi si propongono di raggiungere, si può parlare di ginnastica “metodica”, “curativa”, “medica” o “correttiva”, “naturale”, “militare”, “ritmica” ecc.

Quando la ginnastica è praticata come un ‘attività sportiva vera e propria, con un immediato scopo agonistico, ad esempio per vincere una gara si parla invece di ginnastica “sportiva” o “agonistica” {a sua volta distinta in “attrezzistica” e “artistica”): è appunto a questo sport antichissimo e splendido che è dedicato il presente articolo.

LA GINNASTICA SPORTIVA

La ginnastica “sportiva” accomuna quindi due tipi di esercizi: quelli in cui si usano grandi attrezzi come cavallo, sbarra, parallele ecc. (ginnastica “attrezzistica”) e quelli eseguiti a corpo libero o con piccoli attrezzi come clave e bastoni (ginnastica “artistica”). Corpo libero e volteggio al cavallo sono praticati da tutti i ginnasti; cavallo con maniglie, parallele, sbarra e anelli sono attrezzi usati nelle gare maschili; trave e parallele asimmetriche sono usate nelle gare femminili.

Il cavallo con maniglie

È costituito da un cilindro di legno, rivestito di crine e gomma, e fasciato in pelle. Al centro sono fissate due maniglie metalliche distanti fra loro 40-50 cm. II cilindro è lungo 160 cm e alto da 110 a 135 cm, sostenuto da quattro gambe di altezza regolabile. È forse l’attrezzo più difficile tra le specialità maschili: reggendosi alle maniglie, l’atleta compie oscillazioni e volteggi di vario tipo con le gambe.

Gli anelli

Sono due anelli di legno del diametro di 18 cm, dislanti fra loro 50 60 cm e sospesi a 2,50 m dal suolo. La loro principale caratteristica consiste nella mobilità dei punti d’appoggio, per cui l’atleta deve sviluppare grande energia per evitare che oscillino durante l’esecuzione di vari esercizi.

Le parallele

Sono costituite da due sbarre flessibili in legno (gli “staggi“), montate su una base molto pesante, lunghe 350 cm e poste a 1,70 m dal suolo. Sono l’attrezzo più completo perché consentono esercizi sia in appoggio che in sospensione, sia di slancio che di forza e le posizioni statiche.

La sbarra

È una barra d’acciaio lunga 240 cm, sospesa a 2,50 m dal suolo. Tenendosi aggrappato ad essa, l’atleta compie una serie di volteggi e oscillazioni spettacolari in cui, più della forza, è essenziale il totale controllo del corpo e dell’equilibrio, sottoposti a una costante forza centrifuga.

Il volteggio al cavallo

II cavallo per volteggi è analogo, nella struttura, a quello con maniglie: le uniche differenze consistono nel fatto che il cavallo per volteggi non ha le maniglie ed è invece provvisto di una pedana semirigida. L’esercìzio consiste in una rincorsa (non più lunga di 20 m), in una “battuta” sulla pedana semirigida, in un primo volo che porta l’atleta sopra l’attrezzo, nella posa delle mani sopra il cavallo e nel volteggio conclusivo durante il quale si effettuano le figure proprie dei salto. Nelle prove femminili il cavallo viene posto trasversalmente alla linea di rincorsa: le ginnaste quindi lo superano dal lato più corto (quello della larghezza). Nelle prove maschili invece viene posto longitudinalmente alla linea di rincorsa e gli atleti lo superano quindi dal lato più lungo (quello appunto della lunghezza).

Il corpo libero

La pedana per gli esercizi a corpo libero è un quadrato i cui lati misurano 12 m, costituito da 60 pannelli di legno incastrati fra loro. In questa bellissima specialità, i concorrenti devono impegnare tutte le loro qualità fisiche e la loro personalità: di qui la grande importanza che hanno questi esercizi. I ginnasti compongono liberamente la loro prova, ma devono però includervi anche una serie di figure obbligate. Al suono di un brano musicale l’atleta compie diversi movimenti, salti acrobatici e gesti di balletto, tutti armonicamente legati fra loro, eseguiti con continuità e in maniera impeccabile sia dal punto di vista tecnico che estetico. Le posizioni statiche, in genere in acrobazia o in equilibrio precario, devono essere mantenute per almeno due secondi.

Le parallele asimmetriche

Come quelle per gli esercizi maschili, sono costituite da due “staggi” flessibili in legno che, però, sono posti a differenti altezze dal terreno, uno a 1.50 m e l’altro a 2,30 m. Devono essere ben fissate al suolo dal momento che, volteggiando aggrappate ad esse, le ginnaste compiono esercizi velocissimi e vorticosi, passando con volteggi d’altissima acrobazia da uno staggio all’altro. Richiedono minor forza muscolare di quelle maschili, ma maggior dinamismo e agilità.

La trave

È lunga 5 m e larga appena 10 cm. costruita in legno, liscia ma non scivolosa, posta a un’altezza dal terreno variabile tra gli 80 e i 120 cm. In equilibrio su di essa, la ginnasta compie salti all’indietro. in avanti e mortali, capovolte e giravolte, spaccate, verticali, ruote ecc.: una grande prova di grazia e di equilibrio in cui, più che in qualsiasi altra specialità, la minima esitazione, il minimo sbilanciamento può pregiudicare il risultato finale degli esercizi.

GIURIE E PUNTEGGI

Al termine di ogni esercizio, 4 giudici ordinari (controllali da un giudice arbitro) assegnano il proprio voto con punti da 0 a 10 (e la possibilità di assegnare frazioni di punto); scartati il voto maggiore e minore, si fa la media degli altri voti. L’importanza delle frazioni di punto è dimostrata da vari episodi: alle Olimpiadi del 1972 a Monaco, per esempio, la sovietica Olga Korbul battè la connazionale Ludmilla Tourisheva negli esercizi a corpo libero con 19,575 punti contro 19,550.

L’ABITO

L’abbigliamento delle ginnaste consiste in un costume di stoffa elasticizzata simile a quello delle nuotatrici. Quello maschile è costituito da un paio di pantaloni lunghi con bretelle talvolta si usano anche i calzoncini) e da una maglietta a canottiera. Le scarpe sono in genere di pelle, ma alcuni concorrenti preferiscono gareggiare a piedi nudi per ottenere la massima aderenza al terreno. Frequente è l’uso della magnesia spalmala sulle mani per avere una presa migliore sugli attrezzi.

LA STORIA

Il termine “ginnastica” deriva dal greco gymnòs, che sanifica “nudo” (nella Grecia aulica, infatti, gli atleti gareggiavano nudi). In auge presso Greci e Romani, la ginnastica decadde nel Medioevo; durante l’Umanesimo (XIV XV secolo) essa venne considerata soprattutto una disciplina terapeutica. utile all’educazione del corpo. Nei secoli successivi la si utilizzò come addestramento fisico per fa guerra, specie in Germania dove, agli inizi dell’ Ottocemo, il prussiano Friedrich Ludwig Jahn, considerato il fondatore della ginnastica moderna, creò la sbarra, le parallele e il cavallo con maniglie (gli anelli erano già stati ideati in Italia). Contemporaneamente lo svedese Heinrich Ling elaborava un metodo per educare progressivamente il corpo (la ginnastica “svedese”) che privilegiava gli esercizi a corpo libero e con i piccoli attrezzi. Dalla fusione del metodo tedesco e di quello svedese nacque praticamente la ginnastica artistica. La prima federazione di ginnastica fu costituita in Germania nel 1868, quella italiana nel 1869 a Venezia e quella internazionale nel 1881. Inizialmente gli esercizi erano statici e basati soprattutto sulla forza fisica; in seguito hanno acquistato sempre maggior importanza l’agilità e la tecnica. Protagoniste dell’evoluzione della ginnastica moderna sono state le scuole nordiche, la francese, la tedesca e anche l’italiana (come testimoniano le vittorie olimpiche del 1908, 1912, 1920. 1924, 1932 e 1964). Negli anni più recenti si sono imposte la scuola sovietica con la sua notevolissima preparazione di base e quella giapponese che applica la ricerca scientifica alla ginnastica. In campo femminile prevalgono le atlete sovietiche e quelle romene.

LA GINNASTICA E I RAGAZZI

Resistenza, forza muscolare, coordinazione nei movimenti, decisione e audacia: Queste doti e caratteristiche vengono acquisite dai ginnasti con anni di esercizi. Un buon ginnasta inizia la propria carriera fin da bambino: è infatti la flessibilità di anche, spalle e colonna vertebrale, tipica dell’infanzia. che l’atleta deve cercare di mantenere con particolari esercizi per tutta la sua vita agonistica. Inizialmente, tuttavia. ci si applica ad esercizi di tipo generico; agli esercizi specifici si passa solo verso i 9 10 anni. La maturità tecnica e fisica di un ginnasta si raggiunge intorno ai 16 18 anni; per le ginnaste l’età è leggermente inferiore.

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