Dimagrire con cibi naturali

Una delle migliori è più salutari strategie da mettere in atto in un programma di controllo dietetico consiste nel dare spazio ai cibi naturali. Vorrei faceste caso che ho detto “dare spazio“, per intendere concedere un pò di considerazione. Non ho detto “mangiate solo” cibi naturali. Perché questa raccomandazione? La risposta è semplicissima: i cibi naturali fanno ingrassare molto, molto meno di quelli lavorati o manifatturati.

Esistono, ovviamente, delle eccezioni; ma la regola è quella che ho, or ora, annunciato.

Per dirla in altre parole, è opportuno orientarsi verso questi cibi perché, a parità di quantità consumata, contenendo meno calorie di quelli lavorati, fanno ingrassare in minor misura. Non sto parlando di differenze ridicole, ma consistenti, nell’ordine di 100 – 200 calorie, se non di più, al giorno – e questo soltanto “dando spazio” agli alimenti naturali, non consumando solo ed esclusivamente di essi.

CIBI NATURALI:QUALI SONO?

Ma, tanto per intenderci, quali cibi, oggi, possono, considerarsi tali?

Rispondere non è affatto facile, specie se si tenta di farlo rifacendosi a considerazioni tecniche o a termini assoluti. Ricorriamo, pertanto, ad una soluzione più schietta e meno complicata. Un cibo può considerarsi naturale quanto più resta inalterato e si avvicina allo stato originario in cui si presenta in natura. Più elevato è il numero degli additivi, delle manipolazioni, dei trattamenti cui va incontro, meno un dato alimento può dirsi naturale.

Nove volte su dieci, le trasformazioni riguardano:

• aggiunta di zucchero o di altre sostanze dolcificanti;
• aggiunta di grassi o olio;
• rimozione di fibre.

E’ chiaro che ve ne possono essere infinite altre, come, ad esempio, l’eliminazione di vitamine e minerali, la degradazione del sapore, l’ aggiunta di conservanti, la colorazione artificiale mediante coloranti chimici, l’addizione di sale (che provoca pressione alta e ritenzione di liquidi). Dal punto di vista del controllo sul peso, i fattori principali sono, comunque, i seguenti tre – che ripeto per maggior chiarimento: aggiunta di sostanze zuccherine dolcificanti, di grassi ed oli, rimozione di fibre. Inutile aggiungere che tutti questi ritocchi hanno un unico risultato: far lievitare il cibo dal punto di vista calorico.

Entriamo, adesso, in qualche considerazione più specifica. Prendiamo, per esempio, un cibo naturale in piena regola: la patata. Senza dubbio, il modo più spontaneo per consumarla e quello di metterla a bollire in pentola con la buccia. Se la patata e piuttosto grossa è già in grado di riempirvi, dispensando soltanto 145 calorie (ossia meno di due fettine sottili e leggere di pane bianco). Non solo, assimilate anche delle vitamine, compresi i trenta mg di vitamina C. Di grasso neanche l’ombra anche sforzandosi di andarlo a cercare con strumenti di laboratorio.
Immaginate, ora, di prendere quella stessa patata e tagliarla a fettine (lunghe 6 – 8 cm.) da mettere a friggere nell’olio. Le calorie salgono a 214, con un incremento, dovuto al grasso, del 47%. La vitamina C scende da 30 a 16 mg, segnando, anche in questo caso, un calo pari al 47%.

Adesso, invece di patate fritte, pensate alle patatine chips. Per “riempirvi” allo stesso modo, come minimo, dovrete mangiarne una ventina, corrispondenti a 228 calorie, vale a dire il 50% in più rispetto alla patata bollita e qualcosina in aggiunta rispetto alle patate fritte (anche in questo caso, il surplus calorico è determinato dal grasso). Per quel che riguarda la vitamina C, siamo praticamente a zero: 6 mg soltanto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *